venerdì 21 luglio 2017   ::  
Serre Riduci
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Palazzo reale Riduci

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Serre Riduci

Serre

 

 

Municipio Via V. Emanuele, 2 84028 (SA)

tel. 0828 974900     fax 0828 974798

Serre dista solo 42 Km da Salerno, con cui è collegato dall'auto­strada Salerno-Reggio Calabria uscita di Campagna e dalla S.S. 19. È inoltre servito dalle FF.SS. con stazione a Persano. Conta circa 4000 abitanti ed è a 200 m. sul livello del mare.

 Cenni storici:

Vaste distese pianeggianti, fitti boschi, zone costiere non molto distanti, la presenza del fiume Sele, che rappresentò il limite dell'insediamento Etrusco, e del Calore, su cui si estenderà, dopo la colonizzazione greca, la presenza lucana a Posidonia e, successivamente, quella di Roma, sono i validi motivi per cui questa zona ha sempre visto prosperare insediamenti abitativi.
Intorno al V secolo il comprensorio di Persano (fraz. di Serre), Padula e la fascia lungo il Calore, entrarono nell'orbita greca della vicina Posidonia ed era costituito da diversi villaggi fluviali. Le principali risorse economiche erano costituite dalla produzione del grano e dal commercio, facilitato dal portus Alburnus e da altri porticcioli fluviali, di cui il Portello, nella confinante Altavilla Silentina, è ancora presente nella toponomastica locale.
Il crollo dell'impero romano, e le successive invasioni, costrinsero gli abitanti ad abbandonare questi luoghi, che divennero man mano paludosi e malsani, e a stabilirsi sulle alture vicine provvedendo, per meglio difendersi, a cingere l'abitato con mura e torri.
Nel 1350, questi insediamenti fluviali furono sottoposti alla devastazione ed alla ferocia delle truppe del re d'Ungheria Ludovico. Sono del XV sec. le prime notizie sul centro abitato. Questa è infatti l'epoca del primo feudatario Arrigo, principe di San Severino. Il nome Serre deriva, secondo alcuni, dall'antica attività dei boscaioli che con “serre” appunto disboscavano il territorio; secondo altri da “serrae” con cui nel Medioevo si indicavano le colline o i monti che escludevano gli orizzonti.

 

Cosa vedere:

Prima di entrare in paese, su un’altura, da cui si domina la strada , vi è il Santuario della Madonna dell’Ulivo, edificato secondo la tradizione, tra il X e L’ XI secolo. Esso assunse le attuali dimensioni alla fine del XV secolo e fu variamente rifatto nel corso di quelli successivi. Il portale esterno, in pietra, è del 1577.L’interno si presenta ad unica navata, con ampio transetto e due cappelle laterali. A sinistra dell’entrata. Sul tronetto dell’altare maggiore, eretto nel 1908, si conserva una scultura in legno, assai rara e preziosa, risalente alla fine del XIII secolo: la statuale de la Madonna dell’Ulivo. Essa, come gli antichi modelli bizantini, regge il Bambino in posizione eretta sulle ginocchia, recando un ramoscello d’ulivo nella mano destra.Attraversato il moderno abitato e oltrepassato il Municipio, si arriva a piazza Cucci, cuore dell’antico borgo. Qui sorge il Palazzo ducale. Attualmente chiuso al pubblico. E’ composto da due ali di fabbricato che, unite a due muri di cinta, delimitano lo spazio del vasto cortile interno. La famiglia del Duca abitava l’ala occidentale del Palazzo, il cui ingresso si apriva sull’attuale piazza Mazzini;la servitù ne occupava, invece, l’area orientale, con l’ingresso sull’attuale piazza Cucci.Nel cortile si può ancora ammirare il settecentesco Pozzo in pietra dura, poggiato su due scalini e arricchito da due colonne che si dipartono dal suo bordo superiore.Poco discosta dal Palazzo Ducale , sorge la chiesa parrocchiale di San Martino, chiusa al culto per lavori di restauro. Documentata fin dal XIV secolo, essa subì un notevole ampliamento fra il 1763 e il 1783, data incisa sull’imponente portale della facciata. Ricostruita ancora una volta, dopo l’incendio che la distrusse quasi completamente all’alba del 24 ottobre 1822, la chiesa conserva poche delle sue antiche vestigia. Rivestono eccezionalmente interesse, un tabernacolo di un maestro lapicida locale, databile tra il 1525 e il 1530, e la struttura lignea settecentesca raffigurante San Martino. Nel territorio i Serre, a valle del paese, in località Persano, si erge la monumentale costruzione del Real Sito di Caccia, fatto costruire da Carlo III di Borbone, tra il 1752 e il 1754,su progetto dell’ingegnere militare spagnolo Juan Domingo Piana. L’edificio trova i suoi massimi punti di qualificazione visiva nel bel portale d’ingresso e nel cortile interno, illeggiadrito da quattro torrette angolari. Qui, Luigi Vanvitelli, nel 1753, ordinò la chiusura degli archi del secondo piano, salvando la struttura dai cedimenti, ma impoverendo ulteriormente la già severa linea costruttiva dell’edificio. Attualmente la struttura ospita una Caserma.


 MUSEO DELLA CIVILTA' CONTADINA

II Museo della Civiltà Contadina di Serre, nato nel 1995 presso l'ex edificio municipale, presentando fa documentazione della cultura materiale locale, nelle sue espressioni più antiche, non solo richiama l'attenzione di studiosi e turisti sugli oggetti della tradizione locale, ma è, altresì, uno strumento per promuovere e valorizzare i prodotti tipici e le risorse locali.
Nel museo, su una superficie di circa 145 mq, sono raccolti e conservati circa 200 oggetti di vita domestica e familiare (suppellettili, utensili, misure di capacità, botti, ecc.) o utilizzati per il lavoro agricolo, con una ricchissima esposizione di aratri e attrezzi per la semina.
Il museo colpisce anche per l'estrema accuratezza con cui sono conservati ed esposti; una visita al museo costituisce quindi un piacevole tuffo nel passato.

Fiere Feste e Sagre:

La festa della Madonna dell'Uli­vo, che si ripete ogni anno, è una delle ricorrenze liturgiche fra le

più importanti e sentite dalla po­polazione. Ricordiamo anche le feste in onore di S. Martino, S. Antonio e S. Lucia.


Attività:

La principale attività degli abitanti è l'agricoltura praticata nelle piccole proprietà. A differenza degli altri comuni facenti parte della Comunità Mon­tana Alburni, Serre pratica un'a­gricoltura più razionale e moder­na, che nella zona pianeggiante comincia anche a caratterizzarsi in colture specializzate. Si produce olio, grano, cereali, frutta, ortaggi ed uva.

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