martedì 26 settembre 2017   ::  
Bellosguardo Riduci
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Bellosguardo Riduci

Bellosguardo

 

Comune appartenente all'Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.

Municipio Largo Municipio, 8 84020 (SA) tel. 0828 965026     fax 0828 965501


 
Conta circa 900 abitanti. Sorge alle pendici dei monti Alburni, tra il fossa
Fasanella e il fiume Ripiti. Si affaccia sulla Valle del Calore, nel Cilento. Fa parte del Parco del Cilento e Vallo di Diano, è facilmente raggiungibile percorrendo l'autostrada Salerno-Reggio Calabria, svincolo Atena Lucana proseguendo per la S.S. 166
al Km 30 circa.

Cenni storici:

Sulle origini di Bellosguardo non si conosce niente di pre­ciso. Si presume fosse un avamposto durante l'alleanza di Fasanella con Paestum, molto tem­po prima dell'era cristiana.
Durante lo scavo effettuato per la costruzione di un edificio scola­stico, si rinvennero alcune tombe del IV-III sec. a.C.
Nel museo provinciale di Salerno si conserva un carteggio in cui sono elencati alcuni ritrovamenti di molte monete italiote, frammenti di vasi di impasto di ceramica orien­tale ed ambre, che fanno pensare che la zona fu abitata fin dall' Vili secolo a.C. Comunque si sa con certezza che la valle, dalla fine del V sec. a.C., fu zona obbligata di passaggio per il commercio tra Posidonia, la valle del Tanagro e le colo­nie greche sullo Jonio, tramite una strada sulla quale è ricalcata, per la maggior parte, l'odierna statale 166. Questa strada aveva inizio da Valle Lausa e proseguiva fino al ponte di Castel S. Lorenzo. Qui si biforcava ed un ramo portava a Bel­losguardo e, attraverso le colline della località Incompenso e Mon­te Pruno, attraverso l'odierna "Val­le del ritorno", arrivava ad Atena Lucana allacciandosi alla via Popilia o Ania o Capua-Regium. È attra­verso queste arterie che avveniva­no gli scambi di merci tra Paestum e le colonie greche sullo Jonio.
Bellosguardo si consolidò comun­que in età medioevale e fu un cen­tro molto importante durante il periodo feudale longobardo distin­guendosi, in seguito, come baronia angioina.
Nel 1624 il borgo divenne pro­prietà di Florenzia De Vaaz e poi nel 1695  di Giacomo Pignatelli che lo cedette successivamente alla fami­glia Caracciolo.
Durante il Risorgimento molti cittadini di Bellosguardo dimostra­rono spirito patriottico unendosi alle fila garibaldine.
 

 

Cosa vedere:

Attraversando corso Vittorio Emanuele e lasciandosi alle spalle lo splendido portale settecentesco, si arriva allo slargo di piazzetta XX Settembre. Discesa l’attigua via Carso, ci si trova di fronte al maestoso portale della chiesa parrocchiale di san Michele Arcangelo, le cui prime notizie risalgono al 1595. La chiesa fu sottoposta ad ampliamento tra il 1783 e il 1807 e subì, poi, una radicale trasformazione tra il 1894 ed il 1902. Gli ultimi lavori si protrassero fino al 1926, anno in cui il noto decoratore e pittore salernitano, Pasquale Avallone, realizzò i tre grandi dipinti che ne ornano il soffitto. Essi raffigurano, rispetto a chi entra, San Giuseppe, San Michele e la Vergine del Rosario. A destra ed a sinistra del transetto, sono collegati due tele con i santi Pietro e Paolo, riconducibili alla mano dello stesso pittore. Nella nicchia della abside, poi, troneggia la veneratissima ed imponente statua del Santo protettore; in sagrestia, infine, un dipinto settecentesco raffigurante San Giuseppe, che, per impianto e per luminescenza, sembra vicino alla maniera di Giuseppe Tomajoli. Poco distante dalla parrocchia di San Michele, in piazza Nicotera, sorge il complesso che, un tempo, appartenne ai Francescani Conventuali. Di esso restano oggi i pochi ruderi del chiostro e l’intatta chiesa di S. Maria delle Grazie, un tempo dedicata a Santa Maria della Pietà. Vi si accede attraversando un portale rinascimentale in pietra del 1521, opera del lapicida Bernardino Rotondo da Castelcivita. La chiesa presenta un’ampia navata centrale ed una navata minore, sulla destra. Oggi è un prezioso museo, poiché in essa sono preservate opere di epoche diverse tutte di pregevolissima fattura. Di notevole valore è l’affresco del 1505 sulla parete del catino absidale, recentemente venuto in luce: raffigura la pietà con Cristo morto tra le Pie Donne e San Giovanni Evangelista. Unico, poi, del suo genere, un armadio reliquiario databile intorno agli anni venti nel XVII secolo. Ne sono intatte le ante esterne con effigie dipinte di Santi Martiri e, ancor più, i quindici tra Busti, Statuette e Bracci Reliquiarii di San Francesco e San Sebastiano, vi si segnala un vero capolavoro dell’arte classica rococò: San Michele Arcangelo che sconfigge i diavoli, lavoro di un coltissimo artista attivo negli anni Venti del Settecento e assai vicino alla maniera del grandissimo scultore Lorenzo Vaccaro (1655-1706).

 

 

 

Fiere feste e Sagre:
Festa in onore di San Michele Arcangelo (patrono di Bellosguardo); 29 settembre.

 

Da diversi anni, nel mese di settembre, si festeggia la sagra del­l'uva che ha lo scopo di far emergere le tradizioni locali di questo Comune. Questa manifestazione attrae molti turisti che vengono da lon­tano per gustare una gran varietà di vini preparati artigianalmente con essenze aromatiche. Inoltre in questa festa si esibiscono gruppi folcloristici e bande musicali.
 

 

Attività:
La popolazione si dedica prevalentemente all'agricoltura e all'allevamento; infatti si produce olio, frutta, vino e formaggio.
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